4.7 (5.785 Recensioni)
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Tipico monovitigno ma tutt’altro che usuale. Presso la Tenuta Pranzegg, Martin Gojer vendemmia il suo Lagrein “Laurenc” all’insegna del nuovo come valore aggiunto di ciò che è già noto. Gli acini raccolti a mano vengono fermentati spontaneamente e il vino, prima di essere imbottigliato senza essere filtrato, trascorre circa due anni in botti di legno. All’olfatto si intrecciano ciliegie, bacche di sambuco e ginepro, dando così vita ad un gioco aromatico vegetale, fruttato e speziato. Al palato, “Laurenc” rivela la sua armoniosa complessità, seducendo con tannini compatti, frutta e spezie. Un compagno favoloso per sostanziose pietanze a base di pesce, carne arrosto e alla griglia, selvaggina, bistecche o formaggi stagionati.
Il Lagrein veniva considerato soprattutto in passato come un vero e proprio gioiellino. Il rosso autoctono è stato per molto tempo riservato prevalentemente alla nobiltà. Sull’onda delle rivolte contadine degli anni 1525-1526 e sotto la guida di Michael Gaismair, oltre alla riduzione dei privilegi della nobiltà, ci si è battuti anche per un Lagrein accessibile a tutti.
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Vino Rosso
Bolzano
Lagrein
13.00%
Tipico monovitigno ma tutt’altro che usuale. Presso la Tenuta Pranzegg, Martin Gojer vendemmia il suo Lagrein “Laurenc” all’insegna del nuovo come valore aggiunto di ciò che è già noto. Gli acini raccolti a mano vengono fermentati spontaneamente e il vino, prima di essere imbottigliato senza essere filtrato, trascorre circa due anni in botti di legno. All’olfatto si intrecciano ciliegie, bacche di sambuco e ginepro, dando così vita ad un gioco aromatico vegetale, fruttato e speziato. Al palato, “Laurenc” rivela la sua armoniosa complessità, seducendo con tannini compatti, frutta e spezie. Un compagno favoloso per sostanziose pietanze a base di pesce, carne arrosto e alla griglia, selvaggina, bistecche o formaggi stagionati.
Il Lagrein veniva considerato soprattutto in passato come un vero e proprio gioiellino. Il rosso autoctono è stato per molto tempo riservato prevalentemente alla nobiltà. Sull’onda delle rivolte contadine degli anni 1525-1526 e sotto la guida di Michael Gaismair, oltre alla riduzione dei privilegi della nobiltà, ci si è battuti anche per un Lagrein accessibile a tutti.
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Tipico monovitigno ma tutt’altro che usuale. Presso la Tenuta Pranzegg, Martin Gojer vendemmia il suo Lagrein “Laurenc” all’insegna del nuovo come valore aggiunto di ciò che è già noto. Gli acini raccolti a mano vengono fermentati spontaneamente e il vino, prima di essere imbottigliato senza essere filtrato, trascorre circa due anni in botti di legno. All’olfatto si intrecciano ciliegie, bacche di sambuco e ginepro, dando così vita ad un gioco aromatico vegetale, fruttato e speziato. Al palato, “Laurenc” rivela la sua armoniosa complessità, seducendo con tannini compatti, frutta e spezie. Un compagno favoloso per sostanziose pietanze a base di pesce, carne arrosto e alla griglia, selvaggina, bistecche o formaggi stagionati.
Il Lagrein veniva considerato soprattutto in passato come un vero e proprio gioiellino. Il rosso autoctono è stato per molto tempo riservato prevalentemente alla nobiltà. Sull’onda delle rivolte contadine degli anni 1525-1526 e sotto la guida di Michael Gaismair, oltre alla riduzione dei privilegi della nobiltà, ci si è battuti anche per un Lagrein accessibile a tutti.
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