Merlot Alto Adige: Bordeaux incontra l’Alto Adige

Merlot: tutt’altro che un uccello in gabbia

C’era una volta un uccellino francese che era ghiotto dei grappoli dolci e scuri di un particolare tipo di vite. La sua golosità e questa sua passione l’hanno reso talmente noto che il suo nome dal 1784 conia il nome ufficiale della sua varietà preferita. Di quale uccellino parliamo? Del merlo (in francese merle)! E la varietà da lui tanto amata è ovviamente il Merlot.

Questa superstar in rosso nasce dall’incrocio di Cabernet Franc e Magdeleine Noire de Charentes, una varietà ormai quasi estinta. Preceduto solo dal Cabernet Sauvignon, il Merlot rappresenta la seconda varietà più diffusa al mondo e vanta ben 275.000 ettari di terreno vitato. E ciò corrisponde circa ad un terzo della superficie totale dell’Alto Adige!

Mondo degli uccelli a parte, a far parlare del già allora rinomato Merlot è stata anche la famigerata scena del film Sideways – In viaggio con Jack di Alexander Paynes, risalente al 2004, in cui Miles, interpretato da Paul Giamatti, parlando del Merlot perde completamente le staffe. Si è pensato che il calo duraturo delle vendite e in generale un influsso negativo sulla reputazione del Merlot siano da ricondurre a questo sfogo furioso.

Merlot: solo il meglio

Sebbene il Merlot non sia considerato dagli amanti del vino come il rosso più entusiasmante, questa regola ha le sue eccezioni. Quando il Merlot gioca in serie A, è persino tra i primi in classifica! L’esempio lampante è il leggendario Pétrus di Pomerol, il quale viene costantemente elogiato come uno dei migliori (e più cari) vini al mondo. Anche un Merlot di prima classe più vicino all‘Alto Adige gode di un successo strepitoso, ovvero il Supertuscan Masseto della zona di Bolgheri, il quale viene considerato un fuoriclasse nell’élite di vini italiani.

Il nativo francese è di casa in Alto Adige già da 130 anni ed è soprattutto come partner da cuvée che forgia in modo determinante il panorama enologico. Il Merlot fu introdotto nel territorio altoatesino insieme ad una serie di varietà francesi, tra cui i vini Pinot e, ovviamente, il Cabernet. Nel 1890 il primo e autentico Merlot d‘Alto Adige ha fatto il suo ingresso sul mercato.

 

 

Casa dolce casa

Questo modo di dire si riflette perfettamente nelle preferenze geoclimatiche del Merlot. La regione più rinomata al mondo per il Merlot è Bordeaux, più precisamente la rive droite, ovvero la riva destra della Gironda e della Dordogna. Quote basse, suolo argilloso e clima mite, tendente al caldo: il terroir da sogno per un Merlot altrettanto da sogno! Non c’è dunque da meravigliarsi che il luogo natale dell’eccezionale Pétrus sia proprio qui.

Tuttavia, non è solo la sua terra natìa ad essere all’altezza degli elevati canoni del vino preferito del merlo. Infatti, si sente particolarmente a casa anche in Alto Adige, più precisamente nella conca e lungo i dolci pendii della Bassa Atesina e dell’Oltradige.  Anche Settequerce, nei pressi di Bolzano, offre le condizioni ideali per la coltivazione di Merlot e, infatti, non a caso nasce proprio qui uno dei migliori Merlot del paese.  

Il Merlot in cifre

1.500.000 bottiglie all‘anno

10.215 hl di resa (2019)

350 m s.l.m.

190 ha di superficie vitata

3,4 % della superficie totale 

18-20 °C temperatura di servizio

Grande seduttore in veste rosso velluto

Sulla vite il Merlot risplende del suo colore nero come il merlo, nel calice, invece, spicca con il suo rosso granato tendente allo scuro. La sua veste rimanda al bouquet dai toni fruttati, che si distingue in particolar modo per le sue peculiari note di alloro, pino e una permeante nota erbacea. Al palato volteggiano frutti scuri, quali more, ribes nero e prugne, che si armonizzano con la caratteristica spezia che ricorda la liquirizia.

Pienezza, calore, morbidezza e una trama tannica matura e vellutata: sono questi i punti di forza di un tipico Merlot. La sua indole vellutata si sposa in modo eccellente con la maturazione in botti di legno e proprio per questo molti esemplari conquistano non solo con la panoplia di effluvi fruttati, bensì anche con sentori di vaniglia, aromi tostati e dolci note legnose. Mistero ed attrazione sono un connubio perfettamente bilanciato nel Merlot, proprio come in nessun altro vino.

I suoi compagni da tavola devono saper tenere testa al suo calibro e pertanto questo gigante rosso si serve preferibilmente abbinato a sostanziose pietanze a base di carne. Succoso brasato di manzo, morbidissimo carré di agnello con asparagi verdi e avvolto nello speck o in abbinamento a patate al forno oppure cremose tagliatelle con gulasch di cervo sono solo alcuni deliziosi spunti.

Che il Merlot venga talvolta criticato si deve forse alla sua enorme diffusione, alla sua accessibilità o forse proprio alla caricatura geniale dello snob del vino del 2004. Ma noi, per quanto riguarda l’opinione su questo ammaliatore dalla veste rosso intenso, siamo più dalla parte del merlo che di Paul Giamatti.

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